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Bici elettrica e bike sharing: la mobilità sostenibile
In molti Paesi la questione della mobilità sostenibile è davvero importante, l’obiettivo è quello di poter arrivare ad un trasporto, sia pubblico che privato, che rispetti l’ambiente e produca un numero minimo di emissioni nocive.

Utilizzate già da tempo in diverse parti del mondo, da qualche anno hanno fatto la loro comparsa anche il Italia: le biciclette elettriche, o biciclette a pedalata assistita, sono normalissime due ruote arricchite da un motore elettrico che fornisce al mezzo una certa spinta oltre a quella tradizionale della pedalata.
Già la bici tradizionale è un mezzo assolutamente ecologico, e così come la sua “antenata”, anche la modernissima bici elettrica si presenta con un bassissimo, quasi inesistente impatto ambientale. Non necessita di benzina o altro tipo di carburante, non produce emissioni ma anzi, il suo utilizzo ci aiuta a mantenerci in forma e a migliorare il nostro stile di vita.

Alcune città italiane hanno inoltre abbinato l’utilizzo delle biciclette elettriche ad un altro sistema che si sta diffondendo sempre più in tutto il mondo: il bike sharing, ovvero la condivisione di questi veicoli per girare comodamente in città.

L’Istat ha rilevato che, già nel 2014, la diffusione di veicoli a basso impatto ambientale e dei servizi di car e bike sharing era decisamente in aumento. Ne emerge un quadro incoraggiante:

  • è diminuita la domanda di trasporto privato, segnando un -0,7% del tasso di motorizzazione;
  • i veicoli più ecologici hanno rappresentato oltre la metà del parco circolante.
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Biciclette elettriche e ambiente: i dati

Sembra che l’introduzione si questa nuova tecnologia “green” piaccia molto agli italiani, anche se i costi per l’acquisto della bici elettrica sono ancora piuttosto elevati. Nel nostro Paese si pedala per sport, nel tempo libero, ma anche per recarsi al lavoro, portare i bambini a scuola, fare la spesa e sbrigare commissioni.
Nel 2012, per la prima volta dopo 48 anni, la vendita di biciclette ha superato quella delle automobili: 1.748.000 le prime e 1.450.000 le seconde.
Se l’Italia sta procedendo sulla buona strada, Germania e Olanda sono invece ai primissimi posti in Europa nella classifica della mobilità sostenibile. La diffusione di questi mezzi ecologici, però, è davvero significativa in Paesi con un tasso di inquinamento altissimo e pericoloso, come ad esempio la Cina. È cosa nota che la popolazione cinese è numerosissima, costantemente in crescita, e la gestione della loro mobilità è fondamentale. Il governo Cinese ha deciso di favorire l’utilizzo di mezzi eco-sostenibili, ideando un piano per rendere funzionali le infrastrutture e per garantire, entro il 2018, che oltre 60 milioni di persone utilizzino le biciclette elettriche.
Numeri enormi che però non sono così impossibili da raggiungere: ad oggi le bici a pedalata assistita sono circa 40 milioni e in continua crescita!
Un recente studio sull’impatto ambientale delle e-bike contro le altre forme di trasporto ha rilevato che esse sono:

  • 18 volte più energicamente efficienti di un SUV
  • 13 volte più energicamente efficienti di una berlina
  • 6 volte più energicamente efficienti di un mezzo ferroviario
  • con lo stesso impatto sull’ambiente di una bicicletta convenzionale 

Anche l’Italia è in prima linea nella difesa dell’ambiente e nella lotta all’inquinamento. Molte città italiane hanno infatti già istituito i cosiddetti uffici per la mobilità ciclabile, a cui fanno capo solitamente gli assessorati di mobilità o ambiente e territorio.
Di cosa si occupano questi uffici? Essi cercano di elaborare nuove soluzioni per la città proprio in ambito di mobilità e impatto del traffico sul territorio, con i seguenti obbiettivi:

  • decongestionare il traffico motorizzato
  • diminuire l’inquinamento atmosferico ed acustico del traffico in città
  • incrementare forme di mobilità eco–sostenibili
  • migliorare l’efficienza viabilità e del trasporto, sia quello pubblico che privato
  • tutelare gli utenti della strada più vulnerabili come ciclisti e pedoni

Le grandi aree metropolitane come Milano, Roma e Torino, ma anche piccoli centri urbani, hanno ormai da tempo istituito un servizio – più o meno efficiente! – di bike sharing. L’ufficio delle biciclette del Comune di Torino – uno fra i più virtuosi d’Italia – rileva che questo tipo di iniziative sono ancora insufficienti, anche se molti comuni del nord Italia sono attivamente impegnati: presso il capoluogo Piemontese è attivo dal 2008 il sistema “BiciinComune” che vede attivi ben 22 cicloposteggi, che permettono a oltre 200.000 residenti di poter utilizzare il servizio.
Milano vede attive 116 stazioni fin dal Giugno 2011, figurando all’ottavo posto nella classifica dell’Unione Europea per numero di biciclette disponibili, superata solo da metropoli come Parigi, Londra, Barcellona, Lione, Bruxelles, Siviglia e Tolosa!
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